Toscana al top. Ma tutte le strutture possono sfruttare l’enogastronomia. Come?

Le strutture ricettive italiane dovrebbero scommettere sull’enogastronomia nel 2018. Perché? Ci sono almeno tre ottime ragioni per farlo. Non siamo noi a suggerirle. Ma il team internazionale di professionisti, società ed enti che ha elaborato il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2018*:

l’Università di Bergamo e la World Food Travel Association (l’organizzazione mondiale nata nel 2001 e leader nel food tourism), con il patrocinio di Touring Club, Ismea Qualivita, Federculture e la collaborazione di Seminario Veronelli e di The Fork-TripAdvisor.

Perché puntare sull’enogastronomia nel 2018

Leggi le buone ragioni per le quali tutte le strutture ricettive, non solo gli agriturismi, gli hotel con ristorante, le aziende vitivinicole, devono sfruttare questo trend non nuovo, ma in continua e inarrestabile crescita:

  1. il 63% dei turisti italiani attribuisce grande valore a enogastronomia ed esperienze di viaggio per decidere la destinazione;
  2. il 30% dei viaggiatori italiani è formato da turisti enogastronomici, con un aumento del 9% in soli due anni;
  3. il 42% delle strutture ricettive e degli eventi viene scelto sulla base del binomio cibo e territorio.

Infine, aggiungiamo che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato il 2018 l’Anno del Cibo Italiano. Per cui, fino al prossimo dicembre, ci sarà un gran parlare, fotografare e condividere sui social post sul cibo e il vino.

Enogastronomia per strutture ricettive: la strategia per non sbagliare

Per tutte queste ragioni, hai bisogno di una strategia per guadagnare dal food e beverage.

1. Studia il cliente: chi è il turista enogastonomico?

turista enogastronomico
Il turista enogastronomico è acculturato, appassionato, web addicted

È l’abc del marketing: conoscere il proprio target è il primo modo per conquistarlo. Ecco l’identikit del viaggiatore italiano del food & wine:

  • tra i 38 e i 53 anni, in maggior numero;
  • acculturato, con un livello di istruzione medio alto;
  • appassionato di enogastronomia a 360° (ama visitare aziende che producono formaggi, birre, altro);
  • attivo e coinvolto: fotografa i piatti, li condivide sui social network, partecipa ad attività di social eating;
  • non monotematico, al vino associa il buon cibo e viceversa, acquista percorsi ed esperienze di viaggio miste culturali, sportive, etc.;
  • web addicted, usa bene internet per raccogliere informazioni, opinioni e prenotare le singole componenti del viaggio;
  • si serve di intermediari turistici, come tour operator e agenzie, più spesso rispetto al turista generico;
  • ben predisposto a spendere.

Non spaventarti! Acculturato e appassionato non significa snob e con la puzza sotto il naso. Il turista enogastronomico desidera soprattutto mangiare piatti tipici in un ristorante locale (73%), visitare i mercati che vendono prodotti del territorio (70%), comprare cibo da uno di quei simpatici camioncini che cucinano street food gourmet (59%). Apprezza non solo il vino ma anche le birre artigianali.

2. Impara dai migliori: Toscana al top, e la tua regione?

turismo enogastronomico in Toscana
Le 3 regioni al top: Toscana, Sicilia, Puglia

L’Italia è il paradiso per gli amanti della buona tavola. Si mangia bene e si può scegliere tra un’infinità di specialità. 2 dati su tutti: i prodotti IG (Indicazione Geografica DOP, IGP, STG) sono 294 per il food e 526 per il wine. Se da un lato non è possibile fare una classifica delle regioni dove si mangia e beve meglio (alzi la mano chi non ha pensato “la mia”!). Dall’altro si può invece stilare una lista delle regioni italiane che sanno sfruttare di più l’enogastronomia.

Al primo posto la Toscana. Alcune cifre spiegano il successo del turismo enogastronomico in Toscana. La regione di Dante e Boccaccio vanta il maggior numero di Strade del Vino (22). È prima per quantità di aziende vitivinicole con o senza servizi di accoglienza turistica. È in vetta alle denominazioni IG per il Wine (58) insieme al Piemonte. È 4^ per numero di ristoranti segnalati sulle guide più famose e musei del gusto pubblici e privati. Seguono Sicilia e Puglia. Trovi ulteriori dati sulla tua regione nel Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano.

3. Agisci: 4 cose da fare subito

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Cosa fare: sfrutta Instagram, Digital Concierge, esperienze di viaggio e pacchetti

Certamente gli agriturismi e le aziende vitivinicole che offrono anche ospitalità sono avvantaggiati rispetto a bed & breakfast, affittacamere, case vacanza, alberghi. Probabilmente non è un caso se gli agriturismi con alloggio sono cresciuti del 34% in 10 anni, mentre le aziende vitivinicole con servizi di accoglienza turistica sono il 66% del totale. Ma tutte le strutture ricettive possono sfruttare le risorse enogastronomiche del territorio in cui si trovano. Ecco 4 raccomandazioni:

  • fai un calendario di eventi enogastronomici della tua zona e parlane su blog, sito, newsletter, social;
  • organizza pacchetti speciali a tema;
  • sfrutta Instagram per mostrare le tue prelibatezze e spingi i clienti a fare lo stesso. Ricordi quanto scritto prima? Il turista enogastronomico è social e coinvolto: se la tua colazione è buona ma anche bella, verrà fotografata dai tuoi ospiti e vista da tutti i loro contatti;
  • usa Edgar Smart Concierge per offrire ai tuoi clienti esperienze enogastronomiche, come visite in aziende vitivinicole, degustazioni, food tour, e raccomandare le eccellenze del territorio (cioccolaterie, panifici, oil bar, cantine, ristoranti) con cui hai stretto convenzioni. Edgar Smart Conciere è l’app di Digital Concierge per strutture ricettive. Perché la tua attività potrebbe averne bisogno? Forse non sai che i comportamenti dei turisti sono molto cambiati. Guarda questa infografica sul settore tour e attività per capire subito come viaggeranno i turisti nel 2018.

 

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* I dati dell’articolo sono stati estratti dall’abstract del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano

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